venerdì 10 ottobre 2014

senso buio

la sirena
stridente
della sacra
musa
si allontana

lentamente
svogliatamente
riprendo
i miei
vaghi
passi
nella penombra
a me
truce
avversa

mi resta
la carta
l'inchiostro
il senso
profondo
di un 
compiuto
misterioso

come nave 
sballottata
tra fauci
grottesche
di un mare
rosso e cupo
il mio
animo
si dibatte

ma non senza pace
proibito
dar fondo
con l'ancora
in rovina

gioisco
così
nell'attesa
di una calma
soprannaturale
finché trionfi
il concetto
l'unico di sempre
lo spirituale

conobbi amici



conobbi amici
girovaghi
e spensierati

parlai a lungo
con compagni
intensi e cervellotici

ricavai un metro
una misura
concreta
ma fuorviante

mai sentii
profanare 
la parola
valore

La intesi nascosta da ombre
e da spigolose congetture
ma mai
me ne venne rivelata
la pura
genuina
musicalità

Ieri
sballottato
dall'inesauribile scorribanda
di piccoli figli dell'acqua
scherzosamente
abbozzai
un'ingenua conversazione

dalla quale
trassi pesantemente
e con meraviglia
una conclusione maldestra

che a volte nei piccoli
vi è il pensare
dei grandi
anche quando si tratta
di gravi e profonde
verità

Del valore compresi!
e di come
fosse
incarnato
in quel piccolo
e fragile
corpicino
il senso
compiuto
di
un capolavoro
impropriamente
sfuggito
alla vita
dei grandi.



credere in sè



Credendosi
ciò
che non 
si è
si confonde
il senso
e la misura
del reale

Occorre
ben
definire
ogni
limite
umano

Sveglia


l'ora
scandita
da una 
vecchia 
sveglia

mi 
rincorre
nel tempo
pitturato
di giallo


ho voglia
di azzurro

di aria

di respirare 
il terso
e inebriante
blu
del tramonto

Assicurarmi che cosa?



una nota 
lancinante
che spezza 
l'oriente infervorato
un cataclisma
fra provette
e ingegni
sparsi
e ossequiosi

E' quasi
la fine,
il rullo
della grancassa
che è
diametralmente
opposto
a quella croce
spezzata

fievole
truculento
spezzato
e rotolante
tra le vetrine
con scritte
saldi
si compera
ci si illude....

Assicurarmi che cosa?

sasso



sasso
lanciato 
con forza
verso vetri
già
rotti
da altri

sasso
muto
impenetrabile
insofferente
di spigoli e forza
natura perversa

sasso
del mio abbandono
solerte il rientro
verso
case 
mai viste

sasso
inerme
algido
maledetto
e senza vita
nè parola

sasso
che
chi
cerca?

mercoledì 1 ottobre 2014

TzimTzum


TzimTzum

non lo direste
ma ho catturato
Dio

l'ho ridimensionato
alterato
imprigionato

è là
in quel vaso verde
sulla credenza
di cucina

penso dovrò
scagliarlo
contro il muro
volto a nord
dove l'umidità
è vorace
e la pergola
muore

TzimTzum
questo sarà
il suono
quando 
il muro
fracasserà
il vetro

TzimTzum
scintille
e luci
nello spazio

Uno dove ti trovo?
E dove non ti trovo?
TzimTzum