domenica 26 aprile 2015

Paradis


Paradis 
Paradis
ti ricordo....
o se ti ricordo.

intagliato nel legno
figlio
di roccia
baffo
nel 
vento

Ti osservo
mentre 
rotoli
dal monte 
verso 
valle

Paradis 
Paradis
seduto
all'osteria del Tiro a Segno
spari
i pensieri
ad un cielo 
mal tinto

Paradis
Paradis
imprechi
alla vita
aggrappato
al tuo fiasco
miserabile
naufrago 
avvinghiato 
allo scoglio

lasci la presa
e ti arrendi 
ai flutti
e il naufragar,
per certo
è quasi dolce...
in questo
vino.

Paradis
Paradis













martedì 16 dicembre 2014

il pettirosso



un pettirosso
è entrato
alla mia porta

becca delicatamente
le piccole
molliche
a terra 
con un ritmo
gioioso

è piccolo
ed esile
ma molto rapido
le zampine
agili
come
dita
di suonatrice 
d'arpa

la leggerezza
e la soavità
sono spesso 
sinonimi
di maestosità

appare 
scompare 
ricompare....

or ora
mi pare
porporato
in preghiera
estatico
a fissare 
l'alto
in attesa
di un
raggio di sole

venerdì 10 ottobre 2014

Nel sogno




sognare
sognare
ma che sarebbe
l'esistenza

se non fosse
comparso
nel
sonno 
il sogno?

marcire
disgrergarsi

complessificare
la materia
per ricordarsi

di espandere
l'universo

quell'universo
di cui
solo
io
ho l'accesso

possiedo 
e non trovo

probabilmente
non saprei
dove cercare

prendo tempo
intanto


nel sogno




solitudine e lavoro



si traveste 
da formica

e poi
solerte

per certi
aspetti
fiducioso

si mette
in moto


trascina

spinge

solleva

maledice

si strappa
e lacera
le carni
fino
alle ossa

e la sera
o la sera
a ricucir
il tessuto
dilaniato

in attesa
dell'indomani

seduto
svenuto
muto
perduto

un bollitore
fischia
la ritirata




E' mia madre


già ti levi
quando
il brusco
fervore
dei canterini
uccelli
inonda
la quiete
di un
mattino
anonimo

sei la donna
di sempre
quella per la quale
io
risposi
è mia madre

rincorri composta
in gesti già usati
i tuoi 
passi eterni
che io, figlio,
ben riconosco
e per i quali
risposi
è mia madre

ti inebri di luce
di acqua
di sole
avanzi
austera
segnata dal tempo
quel tempo
a me tanto
caro
e per il quale
risposi
è mia madre

le mille risposte
che io figlio
seppi dare
ad un arcano quesito
per il quale
risposi
è mia madre

Madre mia
di te non avrò
più nulla domani
se non la risposta
quella certa
di sempre:
era mia madre

Dare e Fare



sognai anch'io
ma è più
semplice
rubare
la realtà

aspettai
costantemente
teso
all'ultimo
squillo
della trombetta
delle occasioni
volanti

quanti voli...
quante ali adoperai...

Ora mi ristoro
giacché il tempo
è pur sempre
un
peso