sabato 16 dicembre 2017

contemplazione



dinanzi alla pagina
che il mondo ha riservato
nella soffitta
dell'oceano 
onde 
virtuose 
e lunghi silenzi

accetto il piccolo dono
e guardo 
il sole cadere con un fragore eterno

mi domando 
se aldilà
della galassia
non vi sia
il volto
che cerco

la mano di riso
nel bianco
della neve
risplende
sui monti
come vento di tramontana

martedì 15 agosto 2017

cane



cane....
trascinato..
ingozzato..
umiliato...
da comari 
vocianti

un cappio,
seppur d'oro,
stretto al collo

amico mio
la cui zampa
mi offri
nei momenti
di 
silenzio...

così..
tu ami il silenzio
tu fissi
la natura con il tuo
umido occhio
e contempli
austero
il passaggio
del vento

fuggi
via
dalle ingorde
pance 
dell'uomo...

lontano poi
riposeremo
ognuno
con il suo alito
di vita
tu...cane
io...uomo..
amico mio...









giovedì 24 novembre 2016

crash



picchia forte
il fabbro
su un'incudine
di carne

frantuma
ore e minuti
il ghigno
teso
il morso
serrato

piccole monache
a meridione
raccolte
come pulcini
pigolanti
il vespro

diffido di ciò che
sento
non attendo 
altro

felicità
è un porto
dove
nessuno
attraccherà









martedì 22 novembre 2016

un passo






la poesia
si spegne

come fiamma
di candela

una luce 
breve
e fredda

non conclude
 che a un passo

quanta eternità 
in un passo?

al Cristo
l'Eterno
un passo
sul Golgota

per trasfigurare
un mondo
 in attesa di un passo...
un solo passo




lunedì 21 novembre 2016

il sorgere del sole




ho la sensazione 
che tutto
scivoli
maldestramente
via

come anguilla tra le mani
che sento 
viva
palpitante
non mia

ma cosa della natura 
che torna lottando
 alla natura

i miei piedi
nelle gelide acque
di un fiume
di fuoco

tra rottami
e corpi
mi distendo 
sulla spiaggia
dimenticata
dal volo

scruto
dallo
spioncino
dell'umanità
ed osservo
corpi 
smunti
e labbra arse 

fiacca umanità
al cospetto
di geni meccanici
sotto
l'ombrellone
del futuro
ti nascondi
implorante

l'attesa
del nulla
non vedrà il sorgere
del sole

coscienza



quanti anni ha la mia coscienza?

nacqui prim'ancor
del suo fiorire

o trovai già lei in me
nascosta tra le pieghe dei miei vagiti?

com'è quieta l'attesa di un tempo
inutile
come il ritardo dei chiassosi treni
che scalpitano ed esplodono
nel fragore del mio pensare...

coscienza vò cercando

mi pare di leggere 
sul cartellone di una pubblicità
nera e tetra
che strapiomba
sul collo
dei
poveri
in fila per il tozzo di pane
della sera

oh sera 
mia sera
semmai ci sarai
ancora
invadi e perseguita
ciò che resta
di una stracciata
coscienza

crocefisso




non mi sono dilungato
tra le parole scarne
e quiete
della morte
appesa con un filo
di lana
all'architrave delle speranze

genti che passano
più in là
furtive
scarne
opalescenti


atterrito
sto
al lume
del cero

crocefisso
a metà

un gesto 
ridicolo
mi appaga la mente