sabato 16 dicembre 2017

Astolfo, il mago.






il mago Astolfo
regnava
sul trono
indomito
il carattere

baffi spietati e naso adunco
alla stregua di rostro

infilzava i sudditi
che a turno
smaniosi
del proprio destino
attendevano
sotto il loggiato

principesse erranti
sinuose
traevano
dalle arance
 il succo più dolce

e l'orchestra
attaccava con "allegro"
ritmo
un fugace pensiero

Astolfo rideva
sbiancava
schiumava

afferrava la sfera
spalancando le orbite:
"immagino e vedo 
morte 
e stridore
fuoco e fiamme"

e quando mesto
il cliente 
s'adombrava....
Astolfo
d'un lampo
il vino...tracannava

mondo






come va o mondo?
vorticosamente
ti giri 
su te stesso 
insonne 
da secoli eterni

spietato il tuo lento
procedere
creature accompagnano 
il tuo moto

mani sollevano
le lunghe scie 
depositate
nella corona 
del tuo cielo

occhi guardano
e domandano
semmai...
c'è una ragione
nel tuo vagare?

lento e possente
freddo
e duro
nelle roccie
sovrastanti
i miei pensieri

o mondo 
mio
ti sei fermato 
almeno 
in altre occasioni

hai concesso
di scendere
alla sosta
dell'eternità
i molti
che inutilmente
diafani
veleggiano.........

contemplazione



dinanzi alla pagina
che il mondo ha riservato
nella soffitta
dell'oceano 
onde 
virtuose 
e lunghi silenzi

accetto il piccolo dono
e guardo 
il sole cadere con un fragore eterno

mi domando 
se aldilà
della galassia
non vi sia
il volto
che cerco

la mano di riso
nel bianco
della neve
risplende
sui monti
come vento di tramontana

martedì 15 agosto 2017

cane



cane....
trascinato..
ingozzato..
umiliato...
da comari 
vocianti

un cappio,
seppur d'oro,
stretto al collo

amico mio
la cui zampa
mi offri
nei momenti
di 
silenzio...

così..
tu ami il silenzio
tu fissi
la natura con il tuo
umido occhio
e contempli
austero
il passaggio
del vento

fuggi
via
dalle ingorde
pance 
dell'uomo...

lontano poi
riposeremo
ognuno
con il suo alito
di vita
tu...cane
io...uomo..
amico mio...









giovedì 24 novembre 2016

crash



picchia forte
il fabbro
su un'incudine
di carne

frantuma
ore e minuti
il ghigno
teso
il morso
serrato

piccole monache
a meridione
raccolte
come pulcini
pigolanti
il vespro

diffido di ciò che
sento
non attendo 
altro

felicità
è un porto
dove
nessuno
attraccherà









martedì 22 novembre 2016

un passo






la poesia
si spegne

come fiamma
di candela

una luce 
breve
e fredda

non conclude
 che a un passo

quanta eternità 
in un passo?

al Cristo
l'Eterno
un passo
sul Golgota

per trasfigurare
un mondo
 in attesa di un passo...
un solo passo




lunedì 21 novembre 2016

il sorgere del sole




ho la sensazione 
che tutto
scivoli
maldestramente
via

come anguilla tra le mani
che sento 
viva
palpitante
non mia

ma cosa della natura 
che torna lottando
 alla natura

i miei piedi
nelle gelide acque
di un fiume
di fuoco

tra rottami
e corpi
mi distendo 
sulla spiaggia
dimenticata
dal volo

scruto
dallo
spioncino
dell'umanità
ed osservo
corpi 
smunti
e labbra arse 

fiacca umanità
al cospetto
di geni meccanici
sotto
l'ombrellone
del futuro
ti nascondi
implorante

l'attesa
del nulla
non vedrà il sorgere
del sole